Bando siti di interesse nazionale: domande fino al 21 maggio 90 milioni di euro per investimenti in aree inquinate di Calabria, Campania, Puglia e Sicilia


Si tratta, ricordiamo, della riserva di 90 milioni di euro del Bando Macchinari (chiusosi il 4 marzo 2014), destinata ad interventi proposti dalle imprese situate nei seguenti SIN: Taranto, Napoli Orientale, Napoli Bagnoli, Crotone, Gela, Priolo, Milazzo.

I SIN sono aree del territorio nazionale definite in relazione alle caratteristiche del sito, alle quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, all’impatto sull’ambiente circostante in termini di rischio sanitario ed ecologico e di pregiudizio per i beni culturali e ambientali. I SIN sono individuati e perimetrati con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con le Regioni interessate.

Le proposte devono prevedere spese ammissibili comprese tra 200 mila e 3 milioni di euro. L’aiuto consiste nella sovvenzione rimborsabile per una percentuale nominale delle spese ammissibili complessive pari al 75%.
Bando siti di interesse nazionale: domande fino al 21 maggio
Per partecipare, le imprese devono essere costituite da almeno due anni e iscritte nel Registro delle imprese. Le imprese di servizi devono essere costituite sotto forma di società, essere in regola da punto di vista legale, fiscale e della sicurezza sul lavoro.

I programmi ammissibili devono prevedere la realizzazione di investimenti innovativi, cioè l’acquisizione di immobilizzazioni materiali e immateriali tecnologicamente avanzate in grado di aumentare il livello di efficienza o di flessibilità nello svolgimento dell’attività economica oggetto del programma di investimento.

I programmi di investimento devono essere finalizzati allo svolgimento delle seguenti attività economiche: attività manifatturiere, produzione e distribuzione di energia elettrica e di calore, attività di servizi.

A queste condizioni si aggiungono le seguenti:
a) il programma di investimento è realizzato in unità produttive localizzate in uno dei SIN sopra elencati;
b) l’impresa richiedente deve aver avviato le attività di bonifica e presentato almeno i risultati della fase di “caratterizzazione ambientale”;
c) il programma di investimento deve determinare effettivi miglioramenti ambientali in termini di:
- emissioni in atmosfera di sostanze inquinanti, per le quali è fatto obbligo alle imprese beneficiarie di installare specifiche centraline di misurazione, ove non presenti;
- efficientamento dei consumi energetici;
- efficientamento dei consumi idrici.

Le risorse sono ripartite tra i diversi SIN in base:
- all’attribuzione di 30 milioni di euro al SIN di Taranto già prevista dal Protocollo d’intesa del 26 luglio 2012, finalizzato alla riqualificazione dell’area;
- per i restanti SIN, al numero delle imprese che, sulla base dei dati comunicati dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, hanno avviato le attività di bonifica e già presentato i risultati della fase di caratterizzazione ambientale.

Per ogni SIN rimane valida la riserva per le PMI, pari al 60% di ciascuna specifica assegnazione.

Articolo
 di Rossella Calabrese

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