Combatti Fino All’Ultimo Round
“Il pugilato mi ha cambiato e mi ha fatto diventare quello che sono: una persona che vuole bene a se stesso e agli altri, e ama la vita. Se non voglio finire nell’angolo e ricascare nell’abisso ho una sola alternativa: affrontare me stesso” Giacobbe Fragomeni
Oggi per ispirarti e motivarti voglio raccontarti la storia di un grande campione italiano di pugilato, la storia di un ragazzo nato in una delle periferie più’ difficili di Milano che è cresciuto affrontando e lottando contro molte difficoltà, sofferenze e tragedie famigliari ma, nonostante tutto, è divenuto grande perché non si è mai sottratto alle sfide della vita ma ha sempre combattuto fino all’ultimo round, oggi ti parlerò di Giacobbe Fragomeni.
La sua vita, narrata nel libro Fino all’ultimo round, è una storia fatta di impegno, dedizione, amore e passione per ciò che fa. Il libro è l’autobiografia di uomo che ha saputo reagire alle difficoltà della vita, non è solo la storia del ragazzo di strada che è diventato campione del mondo di pugilato, partendo dalla periferia, ma è anche la testimonianza di una persona sincera, coraggiosa e umile che ha sconfitto i suoi demoni e le sue paure.
Il suo è l’esempio di come si possa superare qualsiasi difficoltà con la forza di volontà, l’impegno e la passione per uno sport ma soprattutto avere il coraggio di affrontare e fare i conti con il più difficile avversario che chiunque può incontrare, se stesso.
Giacobbe nasce allo Stadera, uno dei quartieri più problematici di Milano, il “classico quartieraccio” di periferia dove nel giardinetto sotto casa spesso potevi incontrare i tossici che si fanno e la felicità artificiale “regalata” dalla droga. Insomma è facile finire nei giri sbagliati se vivi in un posto del genere e cresci in un ambiante familiare disagiato e problematico come quello in cui ha vissuto il giovane Giacobbe.
Quando ti parlo di ambiente familiare disagiato uso un eufemismo, perché Giacobbe non ha avuto un infanzia facile come quella di molti ragazzi, ma è cresciuto vivendo le violenze domestiche che il padre infliggeva a sua madre e ha perso sua sorella per overdose.
L’ uso di alcool, droghe ed una vita sregolata lo portano, ben presto, a pesare 120 kg. Sembra che il suo destino sia scritto e che il suo futuro sia grigio. Fa fatica, anzi spesso non riesce neanche a prendere il tram perché quando prova a correre gli viene il fiatone ma un giorno avviene qualcosa che gli cambierà la vita. Dopo aver perso il tram perché sovrappeso e senza fiato, incontra un ragazzo del quartiere con la borsa di una prestigiosa palestra milanese di pugilato e, spinto più’ dal desiderio di rimettersi in forma che dalla passione per la noble art, decide di iscriversi in palestra per perdere peso.
“All’inizio ho cominciato a boxare perché volevo dimagrire” Giacobbe Fragomeni
Ben presto, grazie allo sport apprende dei valori importanti quali la disciplina e la perseveranza, cosi’, abbandona le cattive abitudini, inizia a perdere peso e gradualmente la passione per questo sport inizia a crescere e diventare sempre più forte.
L’amore per il pugilato e le sane abitudini diventano la sua routine quotidiana e per combattere tra i dilettanti, lavora dodici ore al giorno come asfaltista, dalle quattro di mattina alle quattro del pomeriggio, per poi andare in palestra ad allenarsi.
“La boxe mi ha salvato, mi ha tolto dalla strada. La mia redenzione è stata la palestra. L’ho deciso io: ho scelto di cambiare. Ho avuto la forza di uscire da un mondo in cui molti non ce l’hanno fatta a salvarsi” Giacobbe Fragomeni
La sua arma vincente non è stato il talento cristallino bensì la sua rocciosa forza di volontà e la sua incredibile resilienza di fronte a tanti avvenimenti che hanno rischiato di far finire prima del dovuto la sua strepitosa carriera.
E’ grazie alla sua determinazione e forza di volontà che, nel 1997 a Budapest, vince una medaglia di bronzo ai campionati mondiali di pugilato dilettanti e, nel 1998 a Minsk, quella d’oro ai campionati europei di pugilato dilettanti.
E’ merito del suo indomito spirito da guerriero che, nel 2000, a 31 anni gli permette di partecipare alle Olimpiadi di Sidney, ed è la sua perseveranza che, nel 2007, gli consente di diventare prima campione europeo ed infine, nel 2008, alla tenera età di 39 anni gli consente di conquistare il titolo mondiale di pugilato dei pesi massimi leggeri WBC.
Quando prima ti parlavo di eventi che potevano chiudere in anticipo la sua carriera mi riferisco, ad esempio, a quanto accadde nel 2001. Giacobbe appena passato professionista, ha un terribile infortunio, si rompe il bicipite brachiale, ma, nonostante questo incidente ed una operazione nella quale si sottopone ad un trapianto del tendine(che mette a grave rischio la sua carriera), non si scoraggia e non si arrende anzi procede dritto per la sua strada e torna a fare ciò che più’ ama e lo appassiona.
Coronerà il suo sogno e i sacrifici fatti nel 2008, al Palalido di Milano, sconfiggendo il suo avversario ai punti, dopo un match combattuto e serrato, laureandosi a quasi 39 anni Campione Del Mondo Dei Pesi Massimi. Per darti l’idea dell’ impresa eccezionale realizzata da Giacobbe devi sapere che l’ultimo italiano ad aver conquistato quel titolo fu Primo Carnera nel lontano 1933, da allora mai nessuno era riuscito ad eguagliare tale impresa.
Condividiamo volentieri con i nostri lettori quest'articolo motivazionale perchè bisogna sempre combattere....... Fino all'ultimo round ....e se ti va di leggere il seguito collegati al link http://inscioltezza.com/combatti-fino-all-ultimo-round/....e buon tutto!
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