Redditometro: avviso di accertamento annullato nei confronti del figlio aiutato economicamente dai genitori



La Commissione Tributaria Provinciale di Lodi, con la sentenza numero 71/01/14 del 18 marzo 2014, ha affermato che l’aiuto fornito dai genitori ai figli per il sostenimento delle spese quotidiane costituisce una “donazione indiretta”, pienamente legittima nel nostro ordinamento. Tale constatazione, unita a ulteriori elementi documentali, è stata sufficiente per accogliere le ragioni del contribuente e comportare l’annullamento degli avvisi di accertamento.

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Il caso esaminato
Un giovane, esercente l’attività di libero professionista, era stato oggetto di un accertamento sintetico del reddito per i periodi d’imposta 2007 e 2008 sulla base della disponibilità di quattro veicoli, una residenza secondaria e della stipula di una polizza assicurativa. Il contribuente riteneva che gli atti impositivi andassero annullati, in quanto lo stesso conviveva con i genitori negli anni oggetto di accertamento e non aveva sostenuto le spese di mantenimento dei veicoli a lui intestati. Il ricorrente adduceva, inoltre, di avere percepito un rimborso assicurativo derivante da un incidente stradale e non avente pertanto natura reddituale.

La decisione della Commissione Tributaria Provinciale
I Giudici di primo grado hanno annullato gli avvisi di accertamento oggetto di impugnazione in base ai seguenti elementi:
-        la diffusa consuetudine secondo la quale i genitori forniscono aiuto ai figli, specie se liberi professionisti nei primi anni di attività, rappresenta una “donazione indiretta” pienamente legittima nel nostro ordinamento;
-        il contribuente ha provato documentalmente che il padre aveva sostenuto parte delle spese di mantenimento dei beni-indice (premio assicurativo R.C.A., spese condominiali dell’immobile, etc.).

Considerazioni conclusive
Nell’ambito del redditometro, nella vecchia e nella nuova versione post Decreto Legge numero 78 del 2010, è presente un elemento di forte criticità. Il calcolo del reddito “sintetico” avviene in generale su base individuale. L’eventuale considerazione della rilevanza del nucleo familiare è limitata alle ipotesi nelle quali risulta documentalmente il contributo dei parenti al sostenimento delle spese. Il citato limite può portare a effetti irragionevoli nelle ipotesi nelle quali il bene è formalmente intestato a un soggetto diverso da quello che ne sostiene le spese di mantenimento. In tali casi grava sul contribuente l’onere di provare l’apporto dei familiari al mantenimento dei beni comuni.
In conclusione si consiglia ai contribuenti che si trovino nella situazione sopra descritta di valutare l’opportunità di effettuare pagamenti tracciati. Può essere utile, in caso di aiuti economici frequenti, istituire un versamento periodico mensile a mezzo bonifico bancario con una causale apposita che faccia riferimento alla natura di aiuto economico familiare.
La pratica può apparire paradossale nei rapporti fra parenti stretti (genitori e figli), ma sembra rappresentare l’unica modalità per una difesa efficace dal redditometro.

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