“Seguivamo i clienti in ospedale, nelle case di cura, sotto le scuole mentre aspettavano i figli e alla fine sapevamo che stavamo vendendo prodotti rischiosissimi“. A parlare è un direttore di filiale di Banca Etruria del centro Italia che, con garanzia di anonimato in un’intervista sul quotidiano la Repubblica, confessa quanto compiuto nei confronti dei clienti, “soprattutto correntisti anziani”. Per vendere le rischiosissime obbligazioni subordinate arrivavano a taroccare i questionari. E quello che confessa il direttore fa pensare ad una vera e propria truffa nei confronti dei risparmiatori. Una “caccia all’uomo spietata”, usando le sue stesse parole. “Parliamo di persone che hanno una scolarità finanziaria pari allo zero“, racconta ancora a la Repubblica. E quindi come facevano a superare l’ostacolo del Mifid, il questionario obbligatorio per stabilire il livello di rischio che un investitore può affrontare? “Semplice, nel 95% dei casi lo compilavamo noi e ai clienti chiedevam...
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